Ci passo o non ci passo? Percezioni visive.

Nelle Marche, tra il territorio di Porto San Giorgio e Fermo, dove c’è il casello autostradale, c’è un ponte molto trafficato dalle auto. Per poter circolare in bicicletta, tutti quelli che vogliono evitare di essere investiti nella rotatoria a tre corsie, passano sulla pista pedonale prima sul ponte e poi intorno alla rotatoria.

Ogni anno vado a Porto San Giorgio qualche giorno e faccio quasi tutti i giorni quel ponte. Per me è affascinante dopo i primi passaggi riflettere sulla percezione visiva che ho del marciapiede e di tutto quello che ho intorno… dopo qualche giorno perchè i primi tre li passo con il batticuore e non riesco a pedalare, devo spingermi con i piedi, poi, assicurandomi di potercela fare, mi passa la tachicardia da prestazione-pericolo e faccio fatica da Porto San Giorgio verso Marina Palmense ma sempre meno al contrario… perchè?

Guarda

questo è il marciapiede sul ponte visto da Porto san Giorgio, assicuro che una bici ci passa benissimo.

Aiuto non ci passo e cado!

Aiuto non ci passo e cado!

Perchè fa paura?Ci sono vari elementi da tenere presente.

1) entro sul ponte dopo una curva a gomito

2) sono contromano e vedo le auto che mi vengono incontro

3) il marciapiede è rialzato rispetto al manto stradale

4) il guardaraille è iclinato verso destra e sembra spingere verso la strada

5) il mio occhio vede il dislivello a sinistra (altezza del ponte)

6) il mio cervello manda in confusione i movimenti del corpo sulla bici perchè non riesce a elaborare una situazione in cui a sinistra c’è un altezza diversa rispetto a destra.

Alla fine mi convinco che sia facilissimo cadere e soffro finchè non arrivo alla fine del ponte.

Al ritorno non provo tutto questo.

Guarda!

Certo che ci passo!

Certo che ci passo!

1) non vedo le macchine, le sento ma so che sono sulla strada

2) il guardaraille sul lato destro mi sembra protettivo e non aggressivo come era sul lato sinistro

3) devo avere un punto cieco nell’occhio perchè con il guardaraille a destra non vedo il dislivello tra ponte e fiume

4) riesco a gestire facilmente la differenza di altezza tra manto sradale e marciapiede quando la strada è a sinistra

In questa situazione riesco quasi sempre a continuare a pedalare fino alla fine del ponte.

A volte i nostri occhi ci traggono in inganno ma l’esercizio permette al nostro cervello di accogliere le informazioni utili e tralasciare quelle inutili o fastidiose.

Ecco perchè dopo alcuni giorni smetto di soffrire passando in bici su quel ponte.

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