Questione di dimensioni

Chi impara tramite lettura e scrittura vive in un mondo 3D (tre dimensioni) utilizzando sistemi 2D… Legge e studia sui libri, anche con mezzi multimediali, sottolinea, ripete e scrive pagine e pagine nell’arco di tutta la sua vita creando appunti e schemi. Codifica quello che legge e lo trasforma in immagini a 2D, come fossero quadri, fotografie, sogni e può studiare cose che non ha mai visto e toccato grazie alle descrizioni.

I DIS, che sono molto più numerosi, e vari, di quello che si possa pensare, usano il cervello a modo loro. Un Dis Fa una gran fatica ad imparare in maniera linguistica perchè vive in un mondo a più dimensioni e a volte in più mondi reali e fantastici contemporaneamente,  impara in 3D dove tutti i sensi sono coinvolti e ricorda e momorizza quello che ritiene veramente utile. Mette tutto in discussione, non si fida, ha bisogno di conoscere prima di poter studiare passivamente. I disprassici fanno fatica ad apprendere, cose che non conoscono, dalle descrizioni, imparano sperimentando, guardando, annusando, ascoltando, gustando, toccando, immergendosi nell’ambiente e nel tempo. Creano in continuazione nell’arco della loro vita. Solo dopo aver conosciuto una cosa, un materiale, una persona, possono riconoscerla in fotografia, successivamente in un disegno dettagliato, ed in sequenza in un disegno semplice, in uno schizzo, in un simbolo.

Mai sottovalutare la qualità di una fotografia o di un disegno in un libro, in una verifica, in un test. Un’immagine “non leggibile” può falsare il risultato.

Quando ho portato mia figlia a fare i test logopedici (stava per compiere 5 anni), al primo incontro la logopedista ha fatto l’errore di farmi entrare e così ho potuto vedere con i miei occhi un test che su un DIS può dare un risultato falsato. Gli hanno mostrato dei disegni veramente molto stilizzati, b/n fotocopiati neanche tanto bene, e lei avrebbe dovuto dire cosa fosse l’oggetto rappresentato nel disegno e pronunciare la parola. L’immagine rappresentava una pipa. A casa nostra non si fuma, mia figlia allora non aveva mai visto una pipa e sicuramente non l’aveva mai vista fumare. Ho provato a fare un’osservazione “ma scusi, perchè usate dei disegni b/n invece di foto a colori? come possono i bambini riconoscere le cose mostrate?” “Signora è importante verificare che i bambini abbiano fatti propri i concetti e riconoscano le cose anche disegnate!” Ah ah ah e come si può riconoscere una cosa che non si conosce? Un bambino con difficoltà di linguaggio non può neanche descriverla e se non conosce il suo uso la possibile descrizione sarà solo sulla forma bidimensionale dell’immagine. Wow! ho imparato un sacco di cose quel giorno: 1) i logopedisti che non sono abituati a lavorare con i DIS non riconoscono i DIS e non riconoscono i loro bisogni 2) da un disegno un bambino di 5 anni dovrebbe riconoscere una pipa, uno parte di uno stagno con le canne ed altri oggetti che non fanno parte della sua vita quotidiana. Mia figlia ha fatto scena muta per un bel pezzo a quell’incontro, prima di lasciarsi andare, quell’inizio con una richiesta incomprensibile e ineseguibile l’aveva completamente bloccata. Mia figlia quella forma poteva ricondurla a due soli ricordi: una trombetta di plastica a forma di pipa che si usa a carnevale, una pipa di plastica in cui soffiare le bolle di sapone, in nessuno dei due casi le abbiamo attribuito il nome pipa. Se le avesse mostrato una mela l’avrebbe sicuramente riconosciuta, perchè a casa nostra mangiamo le mele intere, a rondelle, a spicchi, sbucciate.

Mostrate le cose in 3D, invitate ad osservare. Dopo una certa conoscenza potrete mostrare anche  le cose nei libri. C’è un motivo se sempre più libri per bambini molto piccoli e giochi utilizzano foto invece che disegni. Disegnare può venire spontaneo solo dopo essersi fatti una certa idea delle cose, solo se si è liberi di esprimersi, se si hanno materiali a disposizione ed uno spazio dove poter creare senza rimproveri e raccomandazioni.

Se i vostri figli non disegnano, se i vostri studenti non disegnano, perchè non hanno ancora acquisito questa abilità, o perchè sono stufi di sentirsi riprendere perchè sporcano, si sporcano e non disegnano o colorano nel modo che gli altri vorrebbero, offritegli una pasta da modellare che non sia appiccicosa, non c’è bisogno di comprarla, se non dovete conservarla basta mescolare un pò d’acqua con abbastanza farina e creare un impasto simile a quello della pizza da cuocere. Si può anche realizzare paste che si conservano. Potranno creare a 3D e poi dopo un pò avranno voglia anche di disegnare in 2D cose che hanno avuto modo di sperimentare, toccare, osservare e creare.

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