I buchi temporali. Quando non ti puoi fidare dell’orologio.

Sabato 31 Marzo 2012

Martedì scorso è stata una giornata molto piena, frenetica e stressante, piena di viaggi avanti e indietro tra Mondavio e le sue frazioni, dopo pranzo ero già cotta. Come tutti i pomeriggi faccio i compiti con Jo tenendo sotto controllo la mia stazione meteo che ha l’orologio,

un modello di stazione meteo dell'Oregon Scientific

un modello di stazione meteo dell'Oregon Scientific

non porto l’orologio al polso e il cellulare rimane fisso nel marsupio, quindi non lo vedo. Mi son sempre fidata ciecamente di quella stazione meteo che si aggiorna automaticamente al cambiare dell’ora, ne ho veramente bisogno altrimenti alle 16 non riesco a regolarmi e rischio di arrivare tardi a prendere Camilla all’uscita di scuola.

Tra le 15 e le 17 posso avere un buco temporale. Come altri DIS mi capita in alcune parti della giornata di non potermi regolare con il passare del tempo, a volte in pochi minuti “produco” come si mi avessero messo la velocità moltiplicata e altre volte… è divisa. Riesco a tenere la situazione abbastanza sotto controllo sapendo che mi può succedere, che non devo prendermela se non ho finito un lavoro e affidandomi ad orologi sicuri che mi avvisino quando devo staccare assolutamente con quello che sto facendo per recuperare i bambini a scuola.

Quindi pazienza se non so dove va il tempo tra le 7:45 e le 8:05, o tra le 18:30 e le 20:00 e tra le 22:30 e le 23:30 (in realtà questo lo so 😀 mi addormento sul portatile!) ma alle 16.15 assolutamente devo uscire di casa per arrivare puntuale a prendere Camilla. Capita l’imprevisto e so che ci sono le maestre ma non va bene approfittarsene e quindi faccio più attenzione possibile. Non ho il tempo per cambiarmi, vado così com’ero in quel momento (macchie di colore sui vestiti, sapone per i piatti sulla felpa, pantaloni con le zampate del cane, fiori e foglie ovunque quando faccio giardinaggio), sono abbastanza buffa e pittoresca.

Bè martedi scorso mi ero preparata le lezioni da spiegare a Jo per velocizzare i compiti, una volta tanto avremmo potuto fare 4 materie in 1 ora, così ho guardato l’orologio (15:03) e ci siamo messi sotto. Siamo andati veramente veloci, di solito siamo più lenti, ma alla fine della seconda materia, alzando lo sguardo sulla stazione meteo vedo scritto 16:24.

“AAAAAAARGH! 16:24!!!!! AAAAARGH!” salto dallo sgabello, infilo di corsa il marsupio, urlo qualcosa a Jo sul fatto che vada avanti da solo mentre mi precipito per le scale, e non ho manco il tempo di respirare e capacitarmi di come ho fatto a non accorgermi. Corro a razzo sulla sterrata che porta a Mondavio, rischio l’ennesimo frontale terrorizzando l’altro autista, parcheggio sotto le mura e corro senza fiato su in piazza e… è vuota! non ci sono più i pulmini! argh non ci sono le maestre! ma cavolo quanto ci ho messo a fare la sterrata? Guardo l’orologio del Comune…. 15:34

Mi sono sentita proprio scema. Un viaggio a vuoto che si aggiungeva ai numerosi della giornata. Son tornata a casa per verificare di aver letto male l’orologio ed invece il satellite dell’Oregon Scientific martedì ha avuto l’ora sballata per almeno 3 ore. Credo che rimetterò al polso un orologio a pile 😀 che con me non è sicuro lo stesso (troppa roba ho fulminato!) ma almeno sono due le possibilità da guardare.

Chiunque avrebbe capito che non poteva essere giusta l’ora che segnava la stazione meteo, anche io sotto sotto lo sapevo, avevo cominciato i compiti da troppo poco, ma non avevo il tempo materiale per verificare l’errore, è stato più facile accettare che fosse colpa mia… insomma è come mettere in dubbio che un vocabolo su un dizionario sia sbagliato!L’ho presa a ridere, ora so che anche una marca super affidabile può sbagliare.

I bambini DIS si spaventano di avere buchi temporali, temono che siano assenze e che possa capitargli di tutto in quei momenti. E’ vero, sono come assenze, non siamo completamente in questo mondo, ma spesso a rifletterci sopra un pò ci si accorge che ci si è presi del tempo per qualcosa di importante. E’ un dono!. E’ quasi sempre tempo preso ad osservare il mondo attorno a noi, in dettagli che non sono futili. Osservare la fila di formiche, le nuvole che passano, la disposizione dei petali di un fiore, come cambia il colore di un’ombra… son tutte cose importantissime. E’ come se il nostro corpo ci chiedesse di staccare con una routine che ci hanno imposto e si riservasse viaggi luce con il cervello, pensieri su pensieri che vengono archiviati e sistemati in ordine. A volte si parte per il viaggio con un pensiero e quello tramuta tante di quelle volte che se richiamate il bambino DIS rimproverandolo di disattenzione lui preferisce dire che non stava pensando a niente, si vergogna un pò di aver spaziato così lontano con la mente.

Mio marito ogni tanto mi riprende quando mi vede fissare un punto lontano (non sto guardando fuori, sto guardando dentro!) “A cosa stai pensando?” “… a niente” “balle! è palese che stavi viaggiando, anche perchè ora ti viene da ridere a mentirmi…”. Se veramente volete sapere dai vostri figli le tappe di questi viaggi siate pronti ad ascoltare senza pregiudizio e ad accettare che i pensieri non sembrano collegati tra loro (in realtà lo sono).

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I buchi temporali. Quando non ti puoi fidare dell’orologio. by Francesca is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 4.0 International

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