Imparare ad andare in bicicletta senza rotelle

Ho tenuto finora per me e poche amiche e genitori il sistema che ho usato con Jonathan, convinta che ogni bambino è diverso dagli altri e che non esiste un metodo unico, ma ogni tanto leggo sulle liste dei genitori delle descrizioni raccapriccianti su come insegnare ai figli ad andare in bicicletta e mi vengono i brividi, ed aumentano quando mi arriva qualche confessione del tipo “L’ho messo in sella in cima alla collina e l’ho spinto giù…ma cade…voi come avete fatto?”.

Se ci sono ragazzini ed adulti che non vanno in bici significa che o non hanno avuto modo di provare o gli è stato insegnato in un modo traumatico. Crescendo ci si vergogna di provare e si abbandona ogni tentativo.

Quando Jonathan aveva 4 anni non sapeva andare in bicicletta, non sapeva andare neanche in triciclo, non gli era mai piaciuto, ma lo mettemmo su una bici con le rotelle e lo costrinsi fino in prima elementare a percorrere la strada da casa a scuola tutti i giorni. Era l’unico bambino di Tribiano che andava alla scuola materna in bici tutti i giorni. Imparò a pedalare ma non a stare in equilibrio, così quando divenne troppo alto e con i piedi troppo lunghi per una bici da bambino venne fuori il problema di dover cambiare bici e a Polverigi, il paese dove c’eravamo trasferiti, tutto in salita e discesa, era già un problema camminare  (a quel tempo non avevano ancora rifatto i marciapiedi), figuriamoci con una bici da adulto a 3 ruote. L’altra cosa che mi infastidiva era la costante presa in giro dei compagni e non riuscivo ad accettare che mio figlio dovesse andare con un triciclo senza avere un vero problema motorio da renderlo indispensabile. Bisognava passare ad una bici vera e propria, la comprammo e la abbandonammo per due anni perchè non era possibile montare delle rotelline.

Ero scontenta di me. Se Jonathan non riusciva ad andare in bici significava che non gli stavo insegnando nel modo a lui congeniale. Quando compì 8 anni pretesi di trovare il sistema giusto per lui e lo trovai, tanto che in due uscite gli avevo spiegato già tutto quello che gli serviva veramente per poter sperimentare e poi lo lasciai libero sulla pista di pattinaggio di provare, ed in un quarto d’ora sapeva andare. In una settimana di esperimenti aveva capito che i terreni non sono tutti uguali (la breccia in discesa gli costo la sua prima caduta) e come prestare attenzione, e fece la sua prima uscita di 5 km in piano per andare a trovare la nonna in vacanza. Pedalò tutta l’estate, con il sole e con la pioggia, tanta pioggia, e non smise più di andare in bici.

 

Ok… non andare in bici, non per scelta ma perchè non si sa come imparare, è una cosa tristissima. A tutti i ragazzini che ancora non vanno in bici, a tutti quelli che sono stati sgridati, umiliati, lanciati in discesa, forzati in situazioni assurde dai genitori, a tutti i DSA e soprattutto ai disprassici che hanno bisogno di più tempo per trovare l’equilibrio e la gestione del proprio corpo nello spazio, e anche a tutti gli adulti che si vergognavano ed ora pensano di essere troppo grandi, voglio far conoscere il nostro sistema perchè andare in bici è esaltante, veloce, pratico, liberatorio, economico e salutare.

Ho realizzato un video per aiutarvi a capire quali sono i prerequisiti e come aiutare i vostri figli a muoversi. Noterete che la bici arriva per ultima 😀

Riflettete con i vostri figli.

  1. Quali sono i motivi per andare in bicicletta? Per favore, aggiungendone di vostri evitate di puntare su osservazioni del tipo “Ci vanno tutti i tuoi amici” o “Guarda tuo fratello/sorella! E’ più piccolo di te e già va in bici senza rotelle” o “Che bravo Matteo! Guarda lui sa andare benissimo in bici… che fortunati i suoi genitori” o “Se ti sforzi ti compro la bici nuova luccicante con i razzi-le sirene-i fari-le luci da discoteca-450 cambi”. Non è una gara a chi fa prima e non deve essere una vostra soddisfazione ma una loro conquista. Si impara ad andare in bicicletta per essere liberi, anche di scegliere di non andare in bicicletta 😀 biciletta-lusso
  2. Oltre alla bicicletta sono necessari 3 prerequisiti:
    • A) devono poter stare in piedi
    • B) devono poter stare abbastanza in equilibrio su un piede solo per un pò e soprattutto
    • C) devono avere le braccia forti perchè la bici si porta grazie alle braccia.

Se non ci sono questi prerequisiti o non sono pronti per governare una bici, ed hanno bisogno di rafforzarsi un pò, oppure non sono nelle condizioni di guidare un bi-ciclo e non c’è proprio nulla di male nell’usare un tri-ciclo o quadri-ciclo.

  1. Ci sono mezzi che portano e mezzi che portiamo. L’automobile, l’autobus, il treno, l’aereo, la nave mi portano, se succede qualcosa di brutto casco, precipito o affondo con il mezzo. La moto e la bicicletta la portiamo, ma mentre la moto va veloce e pesa ed è difficile tenerla in certe situazioni, quindi può capitare di cascare dietro a lei, la bici è leggera, si va relativamente piano quando si impara e se si inclina basta farla cadere, mentre il ciclista mette i piedi a terra e rimane in piedi. Questo concetto può sembrarvi banale ma è fondamentale e per nulla scontato in chi non sa ancora andare in bici. Molti ragazzi hanno paura di farsi male cascando insieme alla bici e quando realizzano che non è necessario cascare con lei affrontano con tutt’altro spirito i tentativi
  2. Le biciclette non sono tutte uguali. Se ho difficoltà a stare in equilibrio non andrò a cercare situazioni che mi facciano sbilanciare. La posizione più sicura che conosciamo tutti è quella dello stare seduti su una sedia. Per imparare ad andare in bicicletta ho bisogno di una posizione simile e quindi ben vengano biciclette leggere, con il sellino basso, senza canna e manubrio curvo. La mitica Graziella ad esempio, o bici simili. bici-grazziellaVi assicuro che regalare ad un 14-16 enne una bici da corsa sperando che sia motivato ad imparare non porterà alcun risultato. Prima impara a pedalare su una bici normale e poi quando sarà sicuro di sé imparerà a sbilanciarsi in avanti e potrà usare qualsiasi tipo di bici
  3. draisina-moderna-bimbiCome sono posizionate le mani sul manubrio? Quanto posso muoverle e in che direzione? Usando un bastone diventa subito evidente che il bastone/manubrio non sale o scende ma rimane sempre alla stessa altezza, che le mani sono sempre alla stessa distanza e che posso curvare tirando a me il braccio sx per andare a sx e il dx per andare a dx
  4. Come si muovono le gambe e come è posizionato il busto? Aiutateli a conoscere lo spazio su cui andranno in bici procedendo con la marcetta a specchio e dando il ritmo ad alta voce 1,2, 3 e 4. Il busto è dritto.
  5. Cercare l’equilibrio spingendo la bici con i piedi, perchè la sedia sta su da sola, su 4 gambe, ma la bici sta su solo grazie a noi 
  6. Cercare l’equilibrio dando la spinta su un solo pedale. Ci si abitua prima con il piede più forte e poi con l’altro
  7. Familiarizzare con i freni. Quale frena la ruota d’avanti? quale la ruota dietro? Ogni produttore li abbina a suo piacimento. Possibilmente usarli tutti e due. MAI usare di botto solo il freno per la ruota d’avanti, se si vuole evitare di cappottarsi in avanti
  8. Provare a pedalare con due piedi….

Ecco siamo arrivati finalmente al punto che la maggior parte dei genitori propone per primo. Io ve lo do per ultimo 🙂

Vostro figlio ora sa che è lui che porta la bici e non deve seguirla se si inclina o cade, quindi sa che non c’è proprio alcun bisogno di imparare cadendo e facendosi male, ha trovato il suo equilibrio sul sellino, sia spingendo con i piedi sia facendo una sola pedalata, ora deve solo provare e lo può fare benissimo da solo, in uno spazio liscio, ampio e senza fretta.

Se proprio volete aiutarlo potete mettere una mano sotto il sellino giusto il tempo che gli serve per imparare a dare il secondo colpo di pedale senza ondeggiare con il corpo. Non c’è bisogno di corrergli dietro, non c’è bisogno di tenerlo dritto, non c’è bisogno di insistere. Fatelo fare ed incoraggiatelo a provare, sa tutto quello che gli serve 🙂

Continuo a pensare che il metodo va bene per alcuni e non è detto che vada bene per tutti, ma lo considero un sistema rispettoso e sereno per imparare quindi provatelo e fatemi sapere come è andata.

Con tutto il cuore…buon vento sulla pelle 🙂

…e ricordatevi di mettere sempre il casco e accendere le luci di posizione la sera! ragazzo-in-bici

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