Imparare tramite movimento?

Da cosa nasce l’autostima? Come si sviluppa? Perchè alcuni l’hanno forte e sicura, altri non l’hanno affatto ed altri ancora alternano momenti fortemente su con altri fortemente giù?

Qualche settimana fa, durante una breve pausa dal mio assurdo, scombinato ed interminabile trasloco, ho osservato al mare dei gruppi familiari. Eravamo in un campeggio e quindi le persone presenti erano in vacanza, rilassate. Alcune persone hanno attirato di più la mia attenzione, si trattava di 3 famiglie giovani che facevano tutto insieme, amici di lunga data: padri amorevoli verso i primogeniti di 1-2 anni e mamme deliziose con i secondogeniti neonati. C’era un grande affiatamento nei gesti, nelle parole e nelle intenzioni. Vederli muovere pazienti con i loro piccolini mi ha fatto riflettere ancora una volta (sono stata per 10 anni consulente per l’allattamento materno) su quanto sia importante la cura amorevole dei bambini per la loro crescita emotiva e fisica. A volte succede che in famiglia si perdano questi importanti momenti di crescita e che poi sia difficile recuperare da più grandi le esperienze perse integrandole con altre azioni più consone all’età.

Ci sto ancora riflettendo sopra ma al momento nella testa mi frullano queste considerazioni.

4 movimenti 

Portare = equilibrio-sicurezza

Un corpo che porta (in braccio, marsupio, fascia, zaino, a cavalluccio, sulle spalle) un secondo corpo fa provare al secondo tutte quelle esperienze di dondolamento e osservazione del mondo dall’alto che sviluppano l’equilibrio e che fanno sentire al sicuro, protetti

Licia Ronzulli, la deputata del parlamento europeo, con la figlia in fascia

Portare=insegnare equilibrio-movimento. Licia Ronzulli, la deputata del parlamento europeo, con la figlia in fascia

Pubblicità dell'Ergo, portabimbi comodissimo per portare bambini anche sulla schiena, anche grandicelli

Portare= insegnare equilibrio e movimento. Pubblicità dell’Ergo, portabimbi comodissimo per portare bambini anche sulla schiena, anche grandicelli

 

Accompagnare = spazio-presenza

Un corpo sostiene e accompagna un secondo corpo, a questo permette di conoscere lo spazio intorno a sè prendendo le misure, osservando, e gli insegna il valore della presenza come piacere, diritto e dovere, mettendo le basi per l’altruismo e la solidarietà

camminare insieme

Accompagnare=insegnare a gestire lo spazio con la rassicurazione della presenza. Camminare insieme

Lanciare (mandare-spingere) = indipendenza-certezza

Un corpo spinge con amore e incoraggiamento un secondo corpo lontano da sè, in modo che possa fare esperienze nuove, con la consapevolezza di essere guardato, ammirato e sostenuto da lontano, e soprattutto di poter tornare indietro alla tana quando e come vuole, ed essere accolto con gioia e curiosità.

ma anche tenere il sellino della bici i primi due secondi di una pedalata

Lanciare= insegnare a cercare l’indipendenza avendo la certezza di poter tornare indietro. Ma anche tenere il sellino della bici i primi due secondi di una pedalata

Inviare = autostima-interazione

Un primo ed un terzo corpo si inviano a turno un secondo corpo, collaborano entrambi in questo movimento, lodando, incoraggiando, comunicando… e questo fa sentire incredibilmente bene il secondo corpo mentre agisce, lo fa interagire con due (o più) persone contemporaneamente creando le basi della comunicazione, del gioco di squadra, della gestione dell’amicizia con più di una persona alla volta. La piena e motivata collaborazione tra il primo e il terzo corpo, che hanno l’intento di far sviluppare armoniosamente le capacità del secondo corpo, è fondamentale. Non ho trovato sul web neanche una foto che mostrasse bene le tre persone! Però potete provare ad immaginare la scena che ho visto io dal vivo. Al mare ho visto uno di quei papà che spingeva in acqua il suo piccino con i braccioli verso la sua mamma sorridente e viceversa. Bambino fortunato! con tanto incoraggiamento e serenità imparerà presto a nuotare anche senza braccioli.

Autostima, si sviluppa in un ambiente incoraggiante ed armonioso, dove ci si può confrontare.

Penso che a questo punto a parecchie mamme sia venuto un crampo al plesso solare (tuffo al cuore?). Uno dei problemi che le mamme lamentano di più è la mancata visione uniforme tra loro e i compagni, familiari, delle difficoltà del figlio DSA, con conseguente comportamento discordante, se non addirittura rinuncia all’interazione o litigio-motivo di discussione.

Fare l’esempio della mamma e del papà è scontato, ma ci sono altre interazioni a tre che meritano una riflessione. Sarebbero più facili da capire con delle foto ma se non ne dovessi trovare di adatte cercherò di fare dei disegni comprensibili appena possibile. Intanto godetevi questa immaginando che la terza persona abbia in volto un grande sorriso.

Muoversi tra due persone

Guidare positivamente un bimbo tra due persone. Muoversi tra due persone

 

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