Interpretazioni disprassiche – Preparati a quel che leggi.

Questa è una caratteristica dei disprassici che adoro.

Quando leggiamo un libro, o ce lo facciamo leggere (dislessia o disturbi della vista), viviamo il libro.

Star Wars

Star Wars

Siamo dentro il libro, in quell’epoca e in quei luoghi, pensiamo come i protagonisti e facciamo nostre le loro emozioni vivendole man mano che procediamo con la lettura, e se il libro è scritto bene è un viaggio appassionante che ci arricchisce inifinitamente.

Jo e Fra dentro StarWars

Jo e Fra dentro StarWars


E’ un dono poter leggere così, ma è difficile sopravvivere a storie tristi o violente, a racconti profondi, proprio perchè veniamo eccessivamente coinvolti. E’ difficile anche spostarsi velocemente dal mondo che stiamo leggendo a quello che stiamo vivendo, è come se ci dovessimo spogliare dei vestiti e dei pensieri del protagonista del libro per indossare nuovamente i nostri e fare le cose di tutti i giorni.

I libri ci permettono di crescere emotivamente ma i disprassici sono in difficoltà a gestire le emozioni. Quando a scuola vengono suggerite delle letture a casa, o si aderisce a iniziative di lettura ad alta voce in classe (nella provincia di Pesaro-Urbino c’è l’iniziativa Adotta l’autore), ci interroghiamo se i nostri figli siano in grado di capire cosa stanno leggendo, e se non rischiano di rimanere schiacciati dalle emozioni. Nella lettura ad alta voce in classe lo studente non ha il libro a casa e i genitori non si dovrebbero immischiare, ma per un DIS è tutto più complicato, se non conosce l’argomento, se non gli viene spiegato emotivamente, se non lo si aiuta a comprendere perchè nella storia succedono certi fatti, c’è il rischio che la lettura rimanga superficiale, e che non si capisca nulla di quello che l’autore voleva trasmettere. Ai miei tempi di studentessa ci sono cascata anche io, mi soffermai su una lettura così superficiale su un tema così importante (di cui non sapevo niente di niente) che scandalizzai l’insegnante e presi un brutto voto ed un commento molto negativo sulla scheda. Per questo leggo a Jonathan in anticipo rispetto alla classe, e spiego, interpreto, e lo porto ad osservare ogni dettaglio, e lo accompagno nelle storie tristi piangendo in due ed il tutto è gestito in modo che lui possa farsi una sua opinione. Alla seconda lettura, in classe, può veramente godersi la storia, ha già fatto suoi i sentimenti e può concentrarsi sulle riflessioni con l’insegnante. Lo scorso anno scolastico ho recuperato all’ultimo “Ragazzi di camorra” di Pina Varriale perchè come immaginavo, nonostante in classe lo avessero letto e ne avessero parlato a lungo, Jo non aveva capito assolutamente cosa volesse dire camorra e cosa significasse trovarsi a dover fare cose che non si vuol fare altrimenti ti picchiano al punto da mandarti all’ospedale. “I bambini invisibili” e “Tutti tranne uno” glie li ho letti in anticipo rispetto alla classe ed è andata molto meglio. Ed abbiamo imparato veramente tante cose e fatte nostre molte emozioni sconosciute. Quest’anno nuovo autore, c’era il dilemma sulla capacità di comprendere il bellissimo “The frozen boy” di Guido Sgardoli a 11 anni visto che è consigliato per i 13. L’argomento è molto impegnativo a livello emozionale per un DIS, così l’ho letto prima io e poi l’ho letto a Jo ed ora lo stanno leggendo in classe.

Da che età i ragazzi sono pronti a leggere di temi sociali, di emozioni, rimpianti e tormenti, di fatti gravi della storia e a comprenderli? Forse non c’è un’età. La capacità di sentire, condividere e interrogarsi non si sviluppa con l’età, non viene spontanea ma si impara grazie all’esempio di chi abbiamo intorno, grazie alla passione di un professore, grazie alle osservazioni di un genitore, alle considerazioni di un compagno sensibile.

Leggete ai ragazzi DIS, spiegate, aiutateli a prepararsi alla lettura emozionale e alla lettura critica, altrimenti rimarranno letture superficiali e i libri saranno abbandonati alle prime frasi tristi.

Tutto quello che leggiamo può essere adatto o non esserlo in base alle spiegazioni che diamo. Un libro per bambini potrebbe non essere adatto a quel bambino. Un esempio? Avete presente le favole classiche? Secondo voi il fatto che Biancaneve sia una favola fa si che possano autonomamente capirla i bambini piccoli? La matrigna crudele, il guardiacaccia che deve strappare il cuore alla bambina, l’avvelenamento… sono argomenti per bambini piccoli? Eppure è una delle favole più conosciute…

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