Le Invalsi… sempre e ovunque.

Quest’anno comincio con la seconda elementare. Ovviamente è il punto di vista di una mamma con figli DSA più o meno compensati, non il parere di una esperta di quiz, test ecc. ecc.

Se gli scorsi anni ero perplessa quest’anno sono proprio disgustata. Per la seconda elementare sono brutte sia quella di italiano che di matematica, e per brutte non intendo difficili ma fatte male, male, male.

Da questa roba dovremmo capire come gli insegnanti fanno apprendere i loro studenti? Se la scuola merita sostegno? Se gli insegnanti sono dei lavativi o capaci? E’ evidente, anno dopo anno, che è impossibile che gli studenti rispondano così come l’INVALSI desidera. Le domande sono piene di trabocchetti, le visioni sono spesso soggettive… 

Se per caso uno studente è talmente in gamba da trovare la risposta comunque è un bene? Si da per scontato che l’insegnante non abbia mantenuto il silenzio? Che lo studente stia imparando al di fuori della scuola? Con i tempi che corrono forse non è un bene rispondere correttamente a tutto. Sia mai che ai più dotati non si faccia la corte per trasferirsi in qualche scuola privata per studiare a pagamento.

Sono stati tagliati i fondi e si sta chiedendo agli insegnanti di fare i salti mortali con le proprie risorse di tempo ed economiche. Tutti si sforzano di andare bene in queste prove per il benessere delle proprie scuole e così si innesca un circolo vizioso per cui se le cose vanno bene lo stesso allora si può tagliare ancora sui fondi. A forza di togliere nutrimento si muore di inedia

Le domande sono astruse ed inadatte all’età degli studenti? L’anno dopo si insiste sugli esercizi, si spinge su certi concetti, si propone ad esempio a tutta la classe, soprattutto ai bambini più in difficoltà, di presentarsi con l’orologino al polso, sia mai che guardandolo non ci si ricordi come funziona, perchè è fondamentale saper usare bene l’orologio a 7 anni, dovessero non imparare a timbrare il cartellino in orario da grandi. E’ fondamentale imparare ad usare bene le monete (meglio le banconote!), vediamo se tra qualche anno invece di proporre di comprare gomme e matite non propongono giochi e vestiti.

Ci sono insegnanti sempre più stressati che desiderano fare bella figura e pur senza volerlo trasmettono ai loro alunni quel senso di preoccupazione per la prova importante, altri palesemente isterici. Tanti bambini non le capiscono queste strambe prove ed hanno ragione, sono illogiche. Vediamo di non stressare i bambini con questa roba, non è da questa che si valuta il bravo insegnante e le capacità del bambino di imparare.

 

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