Le prove INVALSI non vanno bene per i DIS

L’11 e il 13 Maggio si sono svolte nelle scuole elementari le 2 prove INVALSI e la compilazione del questionario per lo studente.

Lo ammetto, non sopporto le prove INVALSI perchè sono fatte male. Non aiutano gli studenti, non aiutano gli insegnanti e non aiutano le scuole, c’è il forte rischio che l’anonimato sia molto poco anonimo e che le informazioni raccolte servano a più scopi. Basta un pò di buon senso per rendersi conto che il risultato può venir fuori molto falsato e che non si può valutare uno studente, un insegnante o la sua scuola, in base a dove lo studente ha messo le crocette o come ha dato la risposta.

Per un DIS la prova Invalsi è un salto nel vuoto. Può avere una fortuna sfacciata come può fare un disastro e il risultato non dipende dalle sue abilità. Non ha importanza quanto si studia e ci si applichi durante l’anno scolastico, quante prove come esercizio preparatorio vengano svolte prima dell’esame… il risultato può essere molto deludente perchè non tiene conto dello stato emotivo dello studente in quella giornata, della comprensione del testo sotto stress, del numero e della maniera in cui sono formulate le domande, di come sono rappresentate graficamente e di come pensano i DIS. Ovviamente non si tiene conto neanche della voglia di fare il test e del grado di collaborazione… ci sono ragazzini che mettono le crocette a caso pur di togliersi l’impiccio il prima possibile.

La scuola può decidere di non sottoporre le prove invalsi ad un ragazzino con DSA, può falsare il risultato complessivo della classe e l’invalsi non sa che farci dei DSA per i suoi rilevamenti (chissà perchè?). Che fare? Farlo fare a tutti comunque pensando che invece di essere un dovere debba essere un diritto? non farlo fare a nessuno? segnare sulla prova che lo studente ha un DSA? applicare le norme per i dislessici? Avete letto le norme per i ragazzi dislessici? Direi che c’è da vergognarsi! Applicare quelle norme ai dislessici è umiliante ed applicarle ai disgrafici, disortografici e discalculici è una presa in giro colossale! Chi pensa che sia sufficiente dare più tempo ai ragazzini con DSA non ha capito nulla. I dislessici possono aver bisogno di più tempo per leggere, ma ad esempio un disortografico non sa che farci di più tempo a disposizione se non gli lasci consultare il dizionario!

Consegnare tra i primi non significa aver svolto la prova al meglio delle proprie capacità.

Ogni DIS ha la sua storia, io posso raccontarvi come è andata a Jonathan con le prove Invalsi di quinta elementare. Premetto che Jonathan è molto forte nell’ambito matematico, ha appena rifatto le certificazioni per i DSA in cui si dichiara UFFICIALMENTE (il servizio sanitario dichiara ufficialmente visto che son già 3 anni che abbiamo la certificazione di un esperto) la sua disgrafia e disortografia, ha un QI di media di 127 con un picco sui 159 (se non ricordo male) per la composizione di forme. Da un ragazzino così ci si aspetta che svolga una splendida prova Invalsi di matematica, ed invece…

La preparazione

Jonathan ha svolto in classe alcuni esercizi delle prove degli anni precedenti. Ne ha fatte diverse pure a casa con risultati ogni volta differenti. La stessa domanda, proposta in 3 momenti diversi, ha dato 3 risultati differenti, l’ultimo non era detto che fosse il migliore. A scuola ha abbondantemente ignorato le prove di Italiano e si è impegnato così così in quelle di matematica. A casa non sapevo se mettermi a ridere o piangere. Una volta nella prova di italiano le ha tirate tutte ad indovinare! Non aveva voglia 😀 La cosa divertente è stata che me ne sono accorta solo a metà correzione 🙂 ben mi sta. Una prova glie l’ho spiegata passo passo, dettagliatamente, ragionandoci sopra insieme, tre settimane dopo l’ho riproposta e non se la ricordava… e già, si sottovaluta sempre l’aspetto memoria, alla fine tutto questo esercitarsi prima per un DIS potrebbe essere inutile e far disperdere energie. Una prova mi ha lasciato a bocca aperta per la parte di grammatica, bisognava scrivere cosa rappresentava un disegno in bianco e nero che iniziava per P, questa risposta merita un articolo a parte! Ve lo anticipo, si trattava di una coscia intera di prosciutto e anche se non gli sembrava tanto bella alla fine ha scritto PERA… chissà se più tempo avrebbe aiutato lui e gli altri disgrafici a vederci un prosciutto?

Le prove di matematica invece sono state più affascinanti ma è incredibile come il suo punto di forza non ha avuto il giusto riconoscimento in molte domande apparentemente più semplici di altre.

Ho chiesto alla preside di poter far consultare a Jonathan il dizionario in caso di bisogno nella prova di italiano, mi ha detto che certamente lo avrebbe potuto fare, invece la maestra mi ha detto di non farglielo portare, che avrebbe avuto del tempo in più se necessario. E che ci faceva con del tempo in più? Se leggete un testo in cui non conoscete una parola di quanti minuti in più avete bisogno per farvi un’idea del suo significato? 😀

Le prove

Rassicurato che le prove erano anonime (anonime? la scheda ha un codice personale, tanto anonime non possono essere), che non facevano voto sulla pagella ma che mi facesse il favore almeno di provare a concetrarsi per svolgerle correttamente, Jo ha accettato di andare a scuola e farle. Non ha sfruttato il possibile tempo in più, ha cercato di consegnare il prima possibile e a casa non ne ha voluto parlare per un bel pò.

Dopo…

Le maestre erano contente… ma di cosa? Che avesse fatto poche domande? Che avesse messo le crocette senza consultare un dizionario? che avesse consegnato tra i primi?… ma il risultato? Non dovrebbe essere importante cosa ha risposto?

Se mio figlio ha la capacità di un 9 non dovremmo noi genitori, gli insegnanti e lui stesso sentirsi una schifezza se fa una prova da 6?

Bastava che mettesse un pò di crocette? allora bastavano 5 minuti per mettere tutte le crocette a caso.

Gli ho riproposto le prove a casa, gli ho chiesto se poteva provare a ricordarsi cosa aveva risposto a scuola. Non potrò mai avere la conferma di cosa ha fatto a scuola ma quelle a casa non sono un granchè.

Rimane il solito dubbio… se fosse stato molto coscienzioso, avesse studiato a casa al massimo del suo tempo a disposizione e delle sue capacità, si fosse esercitato ancora di più, se avesse passato un anno scolastico sereno ecc. ecc. avrebbe svolto meglio le prove o i risutati sarebbro stati gli stessi?

Temo che i risultati sarebbero stati gli stessi.

E se le domande nelle prove fossero state impostate diversamente? Per diversamente non intendo pià facili ma più correttamente formulate.

Secondo me i risultati sarebbero stati differenti pur studiando e preparandosi molto molto meno.

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