Ma… allora?

Non è che quando si presenta una tempesta puoi valutarne la durata…

Pensavo di avere dato già abbastanza ma a quanto pare devo ancora imparare molto sull’immobilità e la pazienza. Il 29 Maggio scorso, in un momento di grande stanchezza, non ho percepito visivamente e fisicamente con il piede destro il gradino su cui ero in piedi, di traverso, sono cascata di alcuni cm e la caviglia si è piegata di 90 gradi all’interno. In teoria non c’era niente di rotto (2 volte fatte le lastre) ma una certa leggerezza in pronto soccorso (niente fasciatura allo zinco) e indicazioni piuttosto astruse, mi hanno riportato all’immobilità, questa di conseguenza ha di nuovo creato problemi con la circolazione della gamba, gonfiori ecc. ecc.

Non si può tenere ferma una iperattiva, la fai ammalare… così ho tormentato tutti per non rimanere ferma e trovare soluzioni, nonostante tutta la mia forza di volontà sono rimasta ferma e bloccata per parecchi giorni, nonostante abbia fatto di tutto per accelerare i tempi. nel periodo bloccata ho capito quanto Fano sia totalmente inadatta come vivibilità della città per la sedia a rotelle con propulsione autonoma a braccia. Non ci sono strade senza buche, marciapiedi veramente sicuri, strisce pedonali rispettate, pedoni-biciclette-moto-auto che tengono le distanze o ti facilitino nei movimenti senza tagliarti la strada. Se sei su una sedia a rotelle, e non sei autonomo, diventi un peso. Ti pesa l’idea di farti spingere, ti pesa che ti mettano fretta se provi a spingerti da solo, ti pesa che non ti lascino fare ma che poi si lagnino della fatica, ti pesano i pavè, le buche, i tombini, le finte discese disabili dai marciapiedi che finiscono i microgradini, ma sempre gradini sono… 3-5 cm non li salti da solo, poi se ci aggiungi un palo, un parcheggio attaccato, piante che crescono rigogliose e invadono tutto lo spazio… Alla fine lasci la sedia a rotelle e ripieghi per le stampelle di sostegno alla gamba che funziona, e ti accorgi che non vai molto lontano e anche in questo caso ti si blocca la circolazione e ti riempi di vesciche le mani. Se non fosse stato per l’intervento del fisioterapista probabilmente mi farei ancora portare in giro in tandem e avrei ancora il piede blu per la cattiva circolazione.

Poi mi sono dovuta mettere a camminare, andare in bici e fare viaggi in treno comunque, perchè mia madre è piuttosto malata e necessita la nostra massima attenzione frequentemente. Non zoppico più ma non posso correre, non posso saltare e sono senza equilibrio nelle strade dissestate. Questa impossibilità nel correre dietro a tutto mi ha fatto desistere nell’idea di organizzare attività estive per Muoversi 2016… ma io sono cocciuta… c’è sempre l’autunno e l’inverno 😀

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