Tabelline. Barare per imparare

Domenica 25 marzo 2012

Quando per casa viene assegnata una sfilza lunghissima di moltiplicazioni per esercitarsi, va a finire che alla terza genitori e figli stanno già litigando.

Esercitarsi significa mostrare di aver capito, non soffrire tutto il pomeriggio litigando. “Invece di 30 glie ne ho fatte fare 10! tanto son sempre moltiplicazioni” “e cosa hai risolto?” “Si stanca troppo a farne 30, cerco di limitare lo stress””Ma così è meno stressato?” “No poveretto, è stanchissimo anche con 10!” “E se glie ne fai fare 30 ma lo stanchi solo per 5? o non lo stanchi affatto?” “Impossibile, già alla quinta è disperato…”

Una delle cose che dobbiamo mostrare di aver capito è che i compiti vanno fatti velocemente e senza stress, perchè i bambini DIS si annoiano ogni volta che gli si chiede di ripetere le operazioni senza che abbiano un contesto, una storia divertente o appassionante, o che siano utili al momento per risolvere una loro questione pratica.

Per una lunga fila di moltiplicazioni è importante non andare in ordine ma andare per logica e velocità. Questo fa risparmiare tanto tempo, aumenta l’autostima e permette ai bambini di concentrarsi sulle moltiplicazioni che proprio non ricordano. La logica è fare prima tutto quello che è facilissimo, poi quello che è facile, poi quello che è ragionevole e solo alla fine quello che è difficile. In una fila di moltiplicazioni quello che è facile per noi adulti non è detto che lo sia per il bambino DIS, ognuno ha il suo sistema. Se applico a gran velocità questo sistema sulle cose facilissime, facili e ragionevoli avrò svolto correttamente la maggior parte dell’esercizio in poco tempo e ne avrò ancora molto per la parte difficile. In un compito in classe non seguire l’ordine può fare la differenza nel voto, perchè l’alunno produrrà di più e avrà mostrato che molte cose le sapeva.

Evviva la proprietà commutativa per cui non ha importanza l’ordine per cui vengono moltiplicati due numeri e ci permette di leggere da destra a sinistra! Se 6×9 non ci viene forse 9×6 è più immediato (vedi tabellina del 9 con le dita).

Esercitiamo l’occhio per andare veloci, non serve leggere l’operazione. Cerchiamo lo zero. Tutti i numeri moltiplicati per zero danno zero. Poi cerchiamo l’1 perchè tutti i numeri moltiplicati per 1 sono l’altro fattore. Poi cerchiamo tutti i numeri che ci stanno più congeniali nell’ordine di facilità (per me sono 2, 5 e 9) e li svolgiamo in ordine crescente (es 2×2, 2×6, 2×7, 2×8), poi quelli meno facili ma magari più vicini alle assi salvacaduta.

A questo punto la maggior parte dell’esercizio è già stato svolto, senza fatica e stress. Le moltiplicazioni che mancano innervosiscono. I genitori mantenessero la calma! Se i figli non ricordano non ricordano! è perfettamente inutile fare ramanzine, invitare a fare sforzi, infilare il dito nella piaga. “Ti ricordi quanto fa 7×8?” “no, sgrunt!” “ok puoi guardare sulla tavola pitagorica oppure su questo pezzo di carta puoi scrivere il tuo sistema per arrivarci. Qualcuno ci arriva facendo 7×5 e poi continuando a sommare 7 altre 3 volte. Tu come vorresti fare? come ti trovi più comodo?”.

La tavola pitagorica serve solo per le moltiplicazioni che non ricordiamo e non riusciamo a dedurre. E’ fastidiosissima quando ci viene imposta per tutte le moltiplicazioni. Guardando il risultato, dovendo incrociare la colonna e la riga giusta, è più facile memorizzare visivamente. Usare la calcolatrice non serve, memorizzeremmo la posizione del dito sulla tastiera e non il risultato che visivamente è su una linea e non ad un incrocio.

Non andare in ordine per alcuni significa barare e non essere capaci di memorizzare, per me è il contrario, non andare in ordine consolida quello che già sappiamo e ci lascia la forza di lavorare sulla memorizzazione delle moltiplicazioni che non ricordiamo… ci lascia anche la forza di fare i compiti per le altre materie 😉

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