Leggere le note colorate su un pentagramma b/n

Dedicato ad Antonella che non vuole perdere neanche uno studente per strada

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Leggere le note in maniera alternativa

Leggere le note nere sul pentagramma colorato

 

Prima o poi al pentagramma bisognerà arrivare, soprattutto se si vuole suonare o cantare in gruppo.

Tra i sistemi alternativi di lettura delle note il colore è il più facile da leggere su un pentagramma bianco/nero.

La variabile evidenziata è la nota, tutto il resto passa in secondo piano.

Regole:

1) Creare un ragionamento dal concetto generale alla nota

L’interesse e la concentrazione dei giovani DSA, per argomenti che non scelgono loro, ha una durata limitata, qualunque ragionamento che parte dal “mattone” per arrivare alla casa rischia di non portare a dei risultati.

  • Provate a far sentire delle melodie molto differenti tra loro per evidenziare le sensazioni che si provano nei vari generi
  • Mettete curiosità facendo vari esempi sul perché le persone amano suonare e cantare in gruppo coordinati

tanti generi musicali

  • Evidenziate la necessità di ricordare quello che si è creato per poterlo riprodurre fedelmente in qualsiasi momento, quindi un sistema di scrittura. Paragoni con il passato in cui i racconti delle gesta degli eroi prima erano tramandati oralmente e poi sono stati scritti
  • Il linguaggio scelto per la scrittura e la lettura deve essere universale, semplice e comprensibile per tutti
  • Ogni suono corrisponde ad una nota

 

2) Osservare l’ampiezza dei suoni considerando sia la chiave di SOL che la chiave di FA nei due pentagrammi

Note colorate sul doppio pentagramma (basso-violino)

 

Troppo spesso ai ragazzi viene mostrato solo il pentagramma in chiave di violino (SOL) portandoli a credere che sempre, in ogni caso, su quella riga o quello spazio del pentagramma ci sarà quella nota. Chiunque faccia musica seriamente non può basarsi solo sulle note della chiave di sol, deve avere presente la posizione delle note, partendo dalla chiave di basso (FA) e finendo in quella di sol, e i relativi suoni. Se confrontiamo i due pentagrammi è evidente che la stessa nota in ottave diverse non occupa gli stessi spazi.

 

confronto tra i due pentagrammi

 

3) Riflettere sulle 5 righe che formano il pentagramma e disegnarle

  • Mostrare le righe del pentagramma e giocare insieme a contare le righe. Potete far notare come sia facile anche osservando da lontano un pentagramma disegnato molto grande, come da vicino un pentagramma disegnato molto piccolo, individuare la prima e la quinta riga ma che essendo tutte uguali ci si può confondere tra quelle centrali
  • Ragionate con i ragazzi sul bisogno di scrivere le note  su spartiti facili da portare in giro e girare le pagine, quindi con pentagrammi abbastanza piccoli
  • Ragionate insieme sulla difficoltà di individuare velocemente le note tutte uguali in uno spazio ristretto e sul fatto che è normale per alcuni confondersi, per questo è naturale cercare delle soluzioni che permettano a tutti di individuare le note perché la musica ed il canto sono un diritto di tutti

    pennino per tracciare pentagrammi

    Penna per tracciare pentagrammi

  • Divertitevi a proporre idee creative per riuscire a disegnare i pentagrammi mostrando ai ragazzi i pennini e i pennarelli speciali, sistemi in grande usando matite tutte uguali legate tra loro o realizzare delle punte equidistanti su un supporto rigido. Osservate l’importanza del parallelismo tra le rette e l’equidistanza tra le righe, osservate come diventi creativo in un disegno realizzare pentagrammi ondulati per far intuire la produzione di una melodia ma che diventi un sistema  illeggibile se si vuole riprodurre quella melodia

pentagramma ondulato

 

4) Confronto tra pentagrammi e mani

Paragonando le cinque righe del pentagramma della chiave di fa alle dita della mano sinistra, e le cinque righe del pentagramma della chiave di sol alle dita della mano destra, si possono realizzare veloci sistemi compensativi per la memorizzazione della posizione delle note nello spazio. Non potrete sempre usare le dita nel momento che dovete individuare una nota ma potete fare delle foto e realizzare dei cartelloni per la classe. La foto di una mano vera rimane più impressa di un disegno di una mano piatta. Per i bambini più piccoli creare degli anellini colorati e farli provare a tutti è veloce, divertente se li realizzate con materiali di recupero come il cartone ogni studente potrà avere i suoi e portarli anche a casa per esercitarsi.

le dita delle mani come un pentagramma

 

Con gli anellini si possono fare dei giochi a piccoli gruppi in classe.

Anello al posto giusto

  • scegliere un tavolo grande e posizionare una tastiera al centro
  • la tastiera dovrà avere il colore delle note sui tasti (basta fissare della carta colorata con lo scotch)
  • due bambini a sinistra e due bambini a destra dell’insegnante osservano che tasto la maestra tocca e infilano l’anello nel dito giusto e poi appoggiano le mani sul tavolo per mostrare la posizione
  • date tempo tra una nota e l’altra per trovare l’anello ed infilarlo, per scherzare, per incoraggiare, per far riflettere quando una nota è in basso o in alto nel pentagramma, per cantarla tutti insieme
  • quando diventano tutti affiatati potete andare più veloce
  • lo scopo è divertirsi a trovare gli anelli ed infilarli
  • non rimproverate mai un bambino che sbaglia ma incoraggiatelo ad osservare la nota sulla tastiera e gli anelli alle dita dei compagni, in questo modo anche il bambino più in difficoltà comincerà a memorizzare almeno in maniera passiva

5) Realizzare sistemi a 3D per memorizzare le posizioni delle note nello spazio

Per far capire ai bambini che le note si trovano su numerose ottave potete mostrare un pianoforte da 88 tasti (7 ottave).

Molte scuole non lo hanno ma potete ricreare la tastiera in cartone a dimensione naturale e poi mostrare in foto le differenze tra un pianoforte da 88 tasti e le pianole elettriche  da 76 tasti, 61 tasti (5 ottave), 49 tasti (4 ottave) e dove si trovi il DO centrale.

Do centrale su tastiere con numero differente di tasti

 

Su una tastiera di cartone potete tirare 5 fili neri paralleli e con perline, palline, gommini colorati mostrare sui tasti la nota corrispondente del pentagramma. Tutto quello che i bambini possono vedere a tre dimensioni, toccare con mano, sperimentare interessa.

perline come note tridimensionali

 

Usare sistemi 3D per memorizzare con i ragazzini più grandi può sembrare umiliante (per l’insegnante o per lo studente) o una gran perdita di tempo ma ragionate…quanto tempo perderete dietro ad uno studente che non riesce a comprendere la posizione di un suono nel sistema di lettura? Forse voi non perderete tempo perché andrete avanti ma perderete lo studente e la sua autostima, quindi meglio all’inizio delle medie impiegare due-tre lezioni veloci sul ripasso delle note e per verificare se tutti sanno leggerle che confrontarvi tutto l’anno con studenti svogliati che fingono di cantare e suonare. 

L’insegnante di musica di mia figlia, una persona molto in gamba, ha preferito credere (o preferire farmi credere) che per la sua timidezza cantasse con voce sommessa piuttosto che accettare che aprisse solo la bocca senza emettere suoni. Forse anche questo è un modo di dare fiducia, se non cantano un anno forse canteranno l’anno dopo, ma tenere i ragazzi in questo stato non aumenta la loro autostima e se dovesse cambiare l’anno dopo l’insegnante,  e questo si offendesse per una finzione, al vostro studente non avrete fatto un favore a far finta di niente.

E’ più importante per voi che il vostro studente si avvicini alla musica apprezzando quello che sente, canta e riproduce con uno strumento divertendosi o che sappia leggere lo spartito come chi non ha problemi di lettura?

I sistemi compensativi di lettura delle note esistono, non vanno bene per tutti e sarebbe meglio fossero personalizzati. Fornire un sistema compensativo di lettura efficace è come dare una mappa ad una persona che non conosce la località in cui si aggira ma è in grado di camminare. Quando conoscerà lo spazio intorno a se avrà sempre meno bisogno della mappa e ne potrà fare a meno, quindi i sistemi compensativi sono un mezzo per arrivare all’autonomia e la velocità con cui i ragazzi raggiungono l’autonomia è proporzionale all’interesse che avrete suscitato per l’argomento, al gioco al divertimento. Quando offrite una “mappa” non cascate nell’errore di far muovere lo studente tenendo la testa fissa su di essa, come se vivesse in una realtà virtuale, se non alza mai lo sguardo per osservare il panorama non potrà fare a meno della mappa in futuro.

 

Questo è un esempio di sistema compensativo per diventare indipendenti nello studio e lettura delle note: il Leggi nota per note colorate è realizzato con parte del pentagramma trasparente 

Il LEGGINOTA per note colorate

Legginota per note colorate esempio

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